Maria Guarneri

Perturbazioni

Amo muovermi, amo lasciarmi guidare dalla musica, amo esprimermi attraverso i gesti. Odio la mia immagine, odio rivedere me stessa, odio lo scollamento tra quello che ho provato e quello che vedo.
Intraprendere questo progetto è stato come partire per un viaggio all’interno di me stessa, anche se per prima cosa sul mio diario ho appuntato una serie di gesti presi in prestito dagli spettacoli del festival B.Motion: movimenti minuscoli, quasi impercettibili; altri invece trattenuti, carichi di energia compressa. Dopo averli seguiti con gli occhi, li ho reinterpretati e ripercorsi sulla tela con le mani, dipingendo una mappa. Non precisa e puntuale, ma sensoriale e istintiva: la mia percezione di quei movimenti.
Ho chiesto aiuto per girare video di me stessa che m’impadronivo dei movimenti, li ripetevo, li facevo miei.

Ho voluto affrontare così la mia paura, proiettando gigantografie di me stessa tra le mura di Villa Angaran San Giuseppe, un luogo pubblico, ma al tempo stesso deserto.
La verità, però, è che queste fotografie non parlano solo di me. Parlano di B.Motion e degli spettacoli, in maniera indiretta, attraverso i gesti che ho rubato a quell’esperienza. Parlano del mio rapporto con il mio corpo, in modo collaterale, attraverso quello che gli spettacoli mi hanno dato. È un gioco di specchi e di rimandi. Con l’idea di mostrare nascondendo, senza che quello che viene mostrato, chi lo mostra e chi lo guarda siano mai compresenti.

Biografia

Maria Guarneri (Merate, 1986). Laureata all’Accademia di Brera e poi all’Accademia del Teatro alla Scala come scenografa e costumista realizzatrice, crescendo ha deciso che scegliere cosa voleva fare da grande era troppo noioso. Si occupa di game design, illustrazione, grafica, fotografia e teatro.